PranzoCena
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i biscotti di Gabry

ingredienti:

 

125 g di farina

125 g di fecola di patate

150 g di burro (io uso quello senza lattosio)

75 g di zucchero a velo

3 tuorli (o 2 se molto grossi)

1 bustina di vanillina

Sale

 

 

preparazione:

 

Lessate le uova per 10 min dal momento del bollore. Quando sono sode e raffreddate, sgusciatele, prelevate i tuorli e, con una forchetta, schiacciateli in una ciotola. Aggiungete le farine, il burro a pezzetti e cominciate ad impastare con la punta delle dita. Unite poi anche lo zucchero a velo, la vanillina e un pizzico di sale. Continuate a lavorare l’impasto, che all’inizio sembrerà farinoso e slegato, fino a che non sarà liscio e omogeneo. A questo punto formate una palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e lasciatela riposare in frigo per circa mezz’ora. Stendete la pasta con il mattarello ( su un foglio di carta forno leggermente infarinato) all’altezza di un centimetro circa. Ritagliate i canestrelli con lo stampino a forma di fiore e con un tubicino (io uso il tappo di un flaconcino) praticate un piccolo buco al centro. Cuocete* in forno a 180° per circa 20 min., fino a che saranno un po’ dorati. Lasciateli raffreddare e spolverizzateli con zucchero a velo.

* perché i biscotti non brucino sotto, io prendo un foglio di carta da forno un po’ grande, lo accartoccio, lo appoggio sulla placca e sopra ci stendo un altro foglio di carta da forno su cui sistemo i biscotti per la cottura

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Cucina per tutti

Qui potete trovare una cucina sana, genuina, legata al territorio.

 

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L’aceto e la peste
Nel Trecento la peste invade  l’Europa uccidendo un individuo su tre, e fino al 1700 non c’è anno in cui, non si accenda un focolaio di questo tipo di epidemia. Nella profilassi verso i primi del '700 si ripone fiducua nel rimedio attraverso l'aceto. Nel 1720, anno dell’ultima grande epidemia dell’Europa occidentale, gli abitanti di Marsiglia si difendono dall’aria che “genera febbri” tenendo in mano una spugna imbevuta d’aceto che viene inalata di continuo e, da parte dei medici, “attaccata al naso” senza respirare mai con la bocca e senza inghiottire saliva. Insieme ai  dottori segue  un infermiere che porta una bacinella  di aceto dove il medico ripetutamente immerge le mani prima di toccare  il malato.A mo' di acquasantiera. Poi, quando la peste rallenta, si fa  l'genizzazione dei locali pulendo con aceto i muri delle case infette.

Cantina

Cheyenne: Jane, ti posso chiedere una cosa? Perché hai fatto scrivere 'cuisine' all'ingresso della nostra cucina? Lo sappiamo benissimo che c'è la cucina, lì. 

il cuciniere

 

non conosco
la mia vita e le mie creazioni
tutto quello che mi è dato sapere
è che il mio passato mi viene dietro
come il cameriere attaccato
a fumanti piatti di portata
quanto alle mie creazioni
non è che ne sappia molto di più della loro fine
restano solo tegami da pulire
lana d'acciaio e sapone per piatti
d'altronde è quello che mi merito


 

 

 

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© Mauro Loi - Settimo San Pietro - Cagliari Sardegna