PranzoCena
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fregola al granchio

Ecco un granchio di 700 grammi. La prima cosa da fare è dare unabella lavata sotto acqua corrente. Poi dobbiamo tagliarlo. Con le mani stacchiammo le zampe e le chele. Se è ancora vivo il consiglio è di attendere...almeno che un non sia crudele. Poi lo dividiamo in quattro, si può utilizzare un trinciapollo o un paio di cesoie per potare.

In un ampio tegame o pentola bassa mettiamo olio di oliva extravergine, due spicchi di aglio, un pezzetto di peperoncino,  e adagiamo i pezzi del granchio. Quando comincia a prendere colore rosso bagniamo con 1/2 bicchiere di vino bianco secco. Ad evaporazione avvenuta aggiungiamo 700/800 gr. di popla di pomodoro, aggiustiamo di sale e lasciamo cuocere per una ventina di minuti a fuoco basso.

Possiamo cuocere separatamente la fregola ed una volta scolata la lasciamo riposare per cinque minuti nel sugo di granchio. Servire con una spruzzata di prezzemolo fresco. Dotatevi di spiedini e schiaccianoci per tagliare le chele, un saporito passatempo per gli ospiti.

Ingredienti per 4 persone

  • granchio 700 grammi circa
  • fregola   300 grammi
  • pomodori pelati 700/800 gr.
  • due spicchi di aglio
  • peperoncino
  • olio evo
  • sale
  • prezzemolo

 

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Cucina per tutti

Qui potete trovare una cucina sana, genuina, legata al territorio.

 

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L’aceto e la peste
Nel Trecento la peste invade  l’Europa uccidendo un individuo su tre, e fino al 1700 non c’è anno in cui, non si accenda un focolaio di questo tipo di epidemia. Nella profilassi verso i primi del '700 si ripone fiducua nel rimedio attraverso l'aceto. Nel 1720, anno dell’ultima grande epidemia dell’Europa occidentale, gli abitanti di Marsiglia si difendono dall’aria che “genera febbri” tenendo in mano una spugna imbevuta d’aceto che viene inalata di continuo e, da parte dei medici, “attaccata al naso” senza respirare mai con la bocca e senza inghiottire saliva. Insieme ai  dottori segue  un infermiere che porta una bacinella  di aceto dove il medico ripetutamente immerge le mani prima di toccare  il malato.A mo' di acquasantiera. Poi, quando la peste rallenta, si fa  l'genizzazione dei locali pulendo con aceto i muri delle case infette.

Cantina

Cheyenne: Jane, ti posso chiedere una cosa? Perché hai fatto scrivere 'cuisine' all'ingresso della nostra cucina? Lo sappiamo benissimo che c'è la cucina, lì. 

il cuciniere

 

non conosco
la mia vita e le mie creazioni
tutto quello che mi è dato sapere
è che il mio passato mi viene dietro
come il cameriere attaccato
a fumanti piatti di portata
quanto alle mie creazioni
non è che ne sappia molto di più della loro fine
restano solo tegami da pulire
lana d'acciaio e sapone per piatti
d'altronde è quello che mi merito


 

 

 

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© Mauro Loi - Settimo San Pietro - Cagliari Sardegna