PranzoCena
PranzoCena

Cipolle di tropea gratinate

Ingredienti per quattro persone:

  • 4 cipolle di tropea
  • pangrattato 100 gr.
  • olio evo
  • aglio 1 spicchio
  • prezzemolo
  • sale
  • pecorino 40 gr.

 

Preparazione:

Pulire le cipolle, tagliarle a rondelle di mezzo centimetro e  lasciarle a mollo nell'acqua per circa 20/30 minuti. In una padella riscaldare l'olio con lo spicchio di aglio pestato. Aggiungete le cipolle scolate dall'acqua e fate cuocere per circa 10 minuti. Riscaldate il forno a 180°, nel frattempo mettete in una ciotola il pangrattato, il prezzemolo, il sale, e le cipolle e amalgamate bene. Versate il tutto in  una pirofila o teglia ricoperta da un foglio di carta da forno. Aggiungete il formaggio pecorino tagliato a scaglie. Chiudete in una sorta di cartoccio o caramella e infornate per 25 minuti. Buon appetito.

 

 

Pranzo Cena

Cucina per tutti

Qui potete trovare una cucina sana, genuina, legata al territorio.

 

Film e gastronomia

musica e gastronomia

https://www.ponti.com/medioevo-e-oltre/

 

 

L’aceto e la peste
Nel Trecento la peste invade  l’Europa uccidendo un individuo su tre, e fino al 1700 non c’è anno in cui, non si accenda un focolaio di questo tipo di epidemia. Nella profilassi verso i primi del '700 si ripone fiducua nel rimedio attraverso l'aceto. Nel 1720, anno dell’ultima grande epidemia dell’Europa occidentale, gli abitanti di Marsiglia si difendono dall’aria che “genera febbri” tenendo in mano una spugna imbevuta d’aceto che viene inalata di continuo e, da parte dei medici, “attaccata al naso” senza respirare mai con la bocca e senza inghiottire saliva. Insieme ai  dottori segue  un infermiere che porta una bacinella  di aceto dove il medico ripetutamente immerge le mani prima di toccare  il malato.A mo' di acquasantiera. Poi, quando la peste rallenta, si fa  l'genizzazione dei locali pulendo con aceto i muri delle case infette.

Cantina

Cheyenne: Jane, ti posso chiedere una cosa? Perché hai fatto scrivere 'cuisine' all'ingresso della nostra cucina? Lo sappiamo benissimo che c'è la cucina, lì. 

il cuciniere

 

non conosco
la mia vita e le mie creazioni
tutto quello che mi è dato sapere
è che il mio passato mi viene dietro
come il cameriere attaccato
a fumanti piatti di portata
quanto alle mie creazioni
non è che ne sappia molto di più della loro fine
restano solo tegami da pulire
lana d'acciaio e sapone per piatti
d'altronde è quello che mi merito


 

 

 

socio

motori ricerca
siti internet
In classifica
10000 punti ottenuti
Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© Mauro Loi - Settimo San Pietro - Cagliari Sardegna