PranzoCena
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liquore di mirto

Liquore tipico tradizionale di
fabbricazione domestica, diffuso in
tutta la Sardegna fin dai tempi piu` antichi,
un tempo confezionato con sistemi
artigianali per soddisfare le esigenze
della famiglia, oggi prodotto industrialmente
da diverse distillerie,
ormai anche fuori dell’isola.
Io lo preparo così:

Utilizzo solo le bacche di mirto (myrtus communis), alcuni mettono anche le foglie. 
Quando le bacche sono mature (dicembre -gennaio) vengono raccolte e collocate in vasi di vetro riempiti di alcool a 95º (1lt. di alcool per 1 kg di bacche) e sigillati.
In  40 -60 giorni avviene la macerazione delle bacche di mirto. Io tengo il vaso in un luogo chiuso al buio.
Ogni tanto l'infuso va controllato ed eventualmente agitato.
Terminato il processo di macerazione, le bacche devono essere spremute. Meglio se utilizziamo un torchietto.
Il liquido accuratamente filtrato va  mescolato a uno sciroppo di acqua bollente e zucchero.
Per ogni kg di bacche faccio bollire 1 litro di acqua e 400 gr. di zucchero.
Il composto cosi`ottenuto viene  mescolato con il liquido del mirto.
Imbottigliato lo possiamo bere dopo due - tre mesi.

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Cucina per tutti

Qui potete trovare una cucina sana, genuina, legata al territorio.

 

Film e gastronomia

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L’aceto e la peste
Nel Trecento la peste invade  l’Europa uccidendo un individuo su tre, e fino al 1700 non c’è anno in cui, non si accenda un focolaio di questo tipo di epidemia. Nella profilassi verso i primi del '700 si ripone fiducua nel rimedio attraverso l'aceto. Nel 1720, anno dell’ultima grande epidemia dell’Europa occidentale, gli abitanti di Marsiglia si difendono dall’aria che “genera febbri” tenendo in mano una spugna imbevuta d’aceto che viene inalata di continuo e, da parte dei medici, “attaccata al naso” senza respirare mai con la bocca e senza inghiottire saliva. Insieme ai  dottori segue  un infermiere che porta una bacinella  di aceto dove il medico ripetutamente immerge le mani prima di toccare  il malato.A mo' di acquasantiera. Poi, quando la peste rallenta, si fa  l'genizzazione dei locali pulendo con aceto i muri delle case infette.

Cantina

Cheyenne: Jane, ti posso chiedere una cosa? Perché hai fatto scrivere 'cuisine' all'ingresso della nostra cucina? Lo sappiamo benissimo che c'è la cucina, lì. 

il cuciniere

 

non conosco
la mia vita e le mie creazioni
tutto quello che mi è dato sapere
è che il mio passato mi viene dietro
come il cameriere attaccato
a fumanti piatti di portata
quanto alle mie creazioni
non è che ne sappia molto di più della loro fine
restano solo tegami da pulire
lana d'acciaio e sapone per piatti
d'altronde è quello che mi merito


 

 

 

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© Mauro Loi - Settimo San Pietro - Cagliari Sardegna