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Le ricette di Annamaria

Spaghetti al nero di seppia per 6 persone

 

 

 

  • 3 seppie media grandezza + sacchette
  • aromi (prezzemolo, basilico, alloro 3 foglie)
  • pomodoro secco 2 eliminando un po del loro sale,
  • polpa di pomodoro 1/2 barattolo,
  • olio,
  • sale q.b.,
  • peperoncino q.b.,
  • scalogno 5 o 6,
  • aglio 1 spicchio,

Pulire le seppie ( tenendo da parte le sacchette) e tagliarle a striscioline. ( Io utilizzo anche la parte arancione dell'interno delle seppie. Preparare il soffritto con il battuto di aglio, scalogni, prezzemolo, basilico, peperoncino, pomodoro secco, alloro; una volta rosolati aggiungere la parte arancione delle seppie e le seppioline tagliate, far cuocere per 20 min. circa; aggiungere la polpa dipomodoro, correggere con il salee procedere la cottura per 15 min. o finchè le seppie non saranno tenere. A questo punto aggiungere le sacchette del nero cercando di romperle, mescolare e cuocere per 5 min. stando attenti a non farlo asciugare troppo. Una volta condita la pasta finire con olio a crudo, prezzemolo e basilico. Una bontà,  che buono. Buon appettito. Non esagerate con la pasta altrimenti faccio la spia alla dietologa.

Questa è la variante con le penne. Possiamo anche conservare un sacchetto di nero in frigo o freezer. In questo caso una volta scongelato occorre scioglierlo bene in quanto resta molto addensato.

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Cucina per tutti

Qui potete trovare una cucina sana, genuina, legata al territorio.

 

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L’aceto e la peste
Nel Trecento la peste invade  l’Europa uccidendo un individuo su tre, e fino al 1700 non c’è anno in cui, non si accenda un focolaio di questo tipo di epidemia. Nella profilassi verso i primi del '700 si ripone fiducua nel rimedio attraverso l'aceto. Nel 1720, anno dell’ultima grande epidemia dell’Europa occidentale, gli abitanti di Marsiglia si difendono dall’aria che “genera febbri” tenendo in mano una spugna imbevuta d’aceto che viene inalata di continuo e, da parte dei medici, “attaccata al naso” senza respirare mai con la bocca e senza inghiottire saliva. Insieme ai  dottori segue  un infermiere che porta una bacinella  di aceto dove il medico ripetutamente immerge le mani prima di toccare  il malato.A mo' di acquasantiera. Poi, quando la peste rallenta, si fa  l'genizzazione dei locali pulendo con aceto i muri delle case infette.

Cantina

Cheyenne: Jane, ti posso chiedere una cosa? Perché hai fatto scrivere 'cuisine' all'ingresso della nostra cucina? Lo sappiamo benissimo che c'è la cucina, lì. 

il cuciniere

 

non conosco
la mia vita e le mie creazioni
tutto quello che mi è dato sapere
è che il mio passato mi viene dietro
come il cameriere attaccato
a fumanti piatti di portata
quanto alle mie creazioni
non è che ne sappia molto di più della loro fine
restano solo tegami da pulire
lana d'acciaio e sapone per piatti
d'altronde è quello che mi merito


 

 

 

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© Mauro Loi - Settimo San Pietro - Cagliari Sardegna