PranzoCena
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Mazzamurru

Piatto povero ed economico. Zuppa di pane che risale alle piu` antiche tradizioni della cucina popolare cagliaritana. Se seguiamo la ricetta storica questo piatto Viene preparato con delle fette del pane detto moddizzosu o civraxiu, raffermo, abbrustolite e quindi imbevute di latte bollente. Le fette una volta sgocciolate vengono disposte a strati in una terrina, cosparse da pecorino stagionato grattugiato e da una  sugo di pomodoro caldo. Il tutto infornato per dieci minuti.

 
Ingredienti per 4 persone

500 grammi di pane raffermo (classico pane da chilo, in Sardegna il civraxiu o moddizzosu);
500 grammi di pomodori freschi;
100 grammi di pecorino stagionato grattugiato;
olio extra;
2 cipollotti;
4/5 foglie di basilico;
sale q.b.


Preparazione
In una padella rosolare i cipollotti tagliati a pezzetti. Aggiungere i pomodori passati sale e  basilico. Cuocere per una quindici  minuti.
Tagliare il pane a fette e bollire circa due litri di acqua in una pentola. Quando l'acqua bolle immergete per alcuni secondi (venti -trenta) le fette del pane. In una pirofila mettete uno strato di sugo e pecorino e adagiatevi le fette del pane. Ricoprite con un altro strato di sugo e pecorino. Ripetete l'operazione ad esaurimento fette.

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Cucina per tutti

Qui potete trovare una cucina sana, genuina, legata al territorio.

 

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L’aceto e la peste
Nel Trecento la peste invade  l’Europa uccidendo un individuo su tre, e fino al 1700 non c’è anno in cui, non si accenda un focolaio di questo tipo di epidemia. Nella profilassi verso i primi del '700 si ripone fiducua nel rimedio attraverso l'aceto. Nel 1720, anno dell’ultima grande epidemia dell’Europa occidentale, gli abitanti di Marsiglia si difendono dall’aria che “genera febbri” tenendo in mano una spugna imbevuta d’aceto che viene inalata di continuo e, da parte dei medici, “attaccata al naso” senza respirare mai con la bocca e senza inghiottire saliva. Insieme ai  dottori segue  un infermiere che porta una bacinella  di aceto dove il medico ripetutamente immerge le mani prima di toccare  il malato.A mo' di acquasantiera. Poi, quando la peste rallenta, si fa  l'genizzazione dei locali pulendo con aceto i muri delle case infette.

Cantina

Cheyenne: Jane, ti posso chiedere una cosa? Perché hai fatto scrivere 'cuisine' all'ingresso della nostra cucina? Lo sappiamo benissimo che c'è la cucina, lì. 

il cuciniere

 

non conosco
la mia vita e le mie creazioni
tutto quello che mi è dato sapere
è che il mio passato mi viene dietro
come il cameriere attaccato
a fumanti piatti di portata
quanto alle mie creazioni
non è che ne sappia molto di più della loro fine
restano solo tegami da pulire
lana d'acciaio e sapone per piatti
d'altronde è quello che mi merito


 

 

 

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© Mauro Loi - Settimo San Pietro - Cagliari Sardegna