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sebadas

Le sebadas o seadas, a seconda della zona della Sardegna, sono decisamente una portata di fine pasto. Una sorta di mini piadine ripiene di formaggio fresco. Da servire a fine pranzo o cena, tra frutta e caffè, oppure in sostituzione del formaggio, ma anche come merenda o spuntino di mezza sera. Ormai le troviamo in molti supermercati, in ogni regione italiana e all’estero. Se non ci troviamo nell’isola possiamo acquistarle anche surgelate.
La ricetta base delle sebadas ha questi ingredienti:
•semola
•uova
•formaggio percorino fresco
•buccia d’arancia
•sale

Ma a noi interessa solo cucinarle. Facili e veloci da preparare. Una per ogni persona, si possono cuocere insieme due a due, visti i tempi rapidi di cottura.
sebadas con mieleOccorre dell’olio di oliva, una padella antiaderente e del miele. Se le sebadas sono surgelate io non le scongelo, le tolgo da freezer 10 minuti prima della cottura. Una volta che l’olio è caldo vanno cotte senza dorarle troppo. Giusto un tre - quattro minuti di cottura, due girate e sono pronte per essere servite: con del miele sciolto o una spruzzatina di zucchero. Una alternativa è quella di aggiungere al miele delle gocce di succo di limone. Possono essere accompagnate da un buon vino rosso, anche un cannonau, perchè no?

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Cucina per tutti

Qui potete trovare una cucina sana, genuina, legata al territorio.

 

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L’aceto e la peste
Nel Trecento la peste invade  l’Europa uccidendo un individuo su tre, e fino al 1700 non c’è anno in cui, non si accenda un focolaio di questo tipo di epidemia. Nella profilassi verso i primi del '700 si ripone fiducua nel rimedio attraverso l'aceto. Nel 1720, anno dell’ultima grande epidemia dell’Europa occidentale, gli abitanti di Marsiglia si difendono dall’aria che “genera febbri” tenendo in mano una spugna imbevuta d’aceto che viene inalata di continuo e, da parte dei medici, “attaccata al naso” senza respirare mai con la bocca e senza inghiottire saliva. Insieme ai  dottori segue  un infermiere che porta una bacinella  di aceto dove il medico ripetutamente immerge le mani prima di toccare  il malato.A mo' di acquasantiera. Poi, quando la peste rallenta, si fa  l'genizzazione dei locali pulendo con aceto i muri delle case infette.

Cantina

Cheyenne: Jane, ti posso chiedere una cosa? Perché hai fatto scrivere 'cuisine' all'ingresso della nostra cucina? Lo sappiamo benissimo che c'è la cucina, lì. 

il cuciniere

 

non conosco
la mia vita e le mie creazioni
tutto quello che mi è dato sapere
è che il mio passato mi viene dietro
come il cameriere attaccato
a fumanti piatti di portata
quanto alle mie creazioni
non è che ne sappia molto di più della loro fine
restano solo tegami da pulire
lana d'acciaio e sapone per piatti
d'altronde è quello che mi merito


 

 

 

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© Mauro Loi - Settimo San Pietro - Cagliari Sardegna